Cura e continuità delle cure
L’ustione grave continua dopo la dimissione e l’associazione lavora perché il sistema sanitario presidi anche quella seconda fase.
L’incendio occupa i giornali per alcuni giorni e resta nella vita delle persone per anni.
Dopo la dimissione comincia una seconda fase fatta di interventi ricostruttivi, riabilitazione quotidiana, controlli respiratori, sostegno psicologico e rientro graduale a scuola o al lavoro. Il sistema sanitario presidia questa fase in modo disomogeneo fra i territori e ogni famiglia finisce per costruire da sola il proprio percorso fra reparti, ambulatori, servizi territoriali, medicina del lavoro e pratiche amministrative.
Il gruppo di lavoro sanità porta questa esperienza alle istituzioni della salute e chiede due cose.
La prima è il riconoscimento dell’ustione grave come condizione cronica, perché una condizione che dura anni ha bisogno di essere seguita in modo specifico.
La seconda è un registro nazionale degli ustionati per avere un monitoraggio delle persone colpite. La guarigione delle cicatrici segna un passaggio intermedio.
Il traguardo da raggiungere è l’autonomia della persona, il ritorno alla scuola o al lavoro, la vita di relazione e la riduzione del carico che grava sui familiari.
